Un fiammingo a Venezia: Jan Lauwers verso il Leone d’Oro

Oggi alla Biennale Teatro di Venezia è il giorno di Jan Lauwers. L’artista riceverà il Leone d’Oro alla carriera questa sera alle 18 nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, dalla mani del Presidente della Biennale Paolo Baratta e del direttore della sezione Teatro, Àlex  Rigola.

Jan Lauwers, fiammingo – in bilico tra culture sin dalla nascita – lavora dal 2009 in residenza al Burgtheater di Vienna. Il regista è “internazionale” anche nella produzione: formatosi come pittore, lavora oggi con la sua compagnia spaziando tra arti visive e performative, musica, danza e teatro. Nel 1986 fonda con Grace Ellen Barkey Needcompany: una decisa affermazione della sua necessità di avere una compagnia, sia intesa come compagnia teatrale, che come comunità intorno a lui.

La commistione tra le arti e un’instancabile sperimentazione transmediale hanno contraddistinto la poetica scenico-performativa del gruppo di Lauwers, sempre altamente visuale. Centrale è l’intento di riaffermare la forza politica della comunità, della necessità di cambiamento attraverso l’azione trasformativa del teatro, come nel recentissimo Marketplace 76, lo scorso anno a Venezia. Nella pièce fondamentale è la domanda su quali siano i valori dai quali è tenuta insieme la comunità, rappresentata dalla piazza del mercato. Sono in qualche modo cambiati?

Le produzioni teatrali e visuali di Lauwers e Needcompany, da Need to Know, Needcompany’s King Lear, Caligula,passando per The Snakesong Trilogy e Sad Face / Happy Face (anche questo visto alla Biennale 2011) così come le opere installative Afang, The house of our fathers Deconstructions (realizzazione site-specific del 2007 per il Bozar di Bruxelles), hanno indagato anche la percezione del tempo dello spettatore e l’azione della memoria storica e individuale in una società, quella europea, adagiata nella rimozione. Il regista in un’intervista su Caligula dichiara “I’m an artist and I’m a social being. As a social being I don’t long for the moon. As an artist I have to long for the moon. I have to create the impossible”. Attraverso questa ricerca Lauwers decostruisce quindi la scena, generando un radicale ribaltamento della prospettiva dalla quale guardare alla vita.

All’interno del nutrito programma di attività di Biennale College Teatro 2014, l’artista terrà per il terzo anno consecutivo, fino al 9 agosto, un laboratorio per attori, danzatori e performerJust for Venice. I partecipanti dovranno, quindi, raccogliere la sfida non solo di creare l’impossibile, ma anche di lavorare con un Leone d’Oro. Insieme a Lauwers oggi verrà premiato un altro artista belga, il regista Fabrice Murgia, Leone d’Argento per l’innovazione teatrale.

[Alessia Calzolari, Giulia Morelli]

[ph Ilaria Scarpa, Futura Tittaferrante]

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