“ETHICA”: ROMEO CASTELLUCCI ALLA BIENNALE TEATRO

Potremmo partire da qui: «Io intendo per corpo un modo che esprime in una certa e determinata maniera l’essenza di Dio, in quanto è considerata come estensione». Oppure da qui: «Dico che appartiene all’essenza d’una cosa ciò che, quando è dato, porta con sé l’esistenza della cosa, quando non è dato la esclude…». Ma le prime definizioni del secondo Libro dell’Etica di Spinoza sono una via ardua da seguire.

Meglio, forse, tenerle in sottofondo, come un rumore, come un brusio, come un basso continuo che fa da accompagnamento a slanci altri. Ma come riferimento imprescindibile, perché quel secondo libro si intitola “Della natura e dell’origine della mente” e da qui era partito Romeo Castellucci, nel 2013, per fare un workshop per attori alla Biennale Teatro. Il progetto del regista cesenate, ormai uno dei giganti della scena contemporanea, non è un mistero: ed è quello di affrontare tutti i cinque libri del filosofo olandese. Tornato in Laguna, per la Biennale diretta da Àlex Rigola, Castellucci ha presentato, in prima nazionale, la versione finalmente compiuta di quel primo studio di tre anni fa, con un esito folgorante, con il titolo di Ethica.

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