Parole d’artista: Anne Bogart con Jocelyn Clarke e Will Bond | talk

«Il fatto che siamo una compagnia è al centro dei nostri spettacoli. Un giorno mi chiedevo come riusciamo a fare 3/4 repliche di lavori diversi in differenti parti del mondo nel giro di una settimana.  “Semplice”, mi ha risposto Jocelyn Clarke, “è il training”. 
All’inizio della SITI Company ci siamo domandati cosa fosse che avrebbe potuto tenere insieme il gruppo; “il training”, ha risposto Will Bond
È l’unica cosa su cui siamo tutti d’accordo. In un albero, queste sarebbero le radici, quello che la gente non vede ma che lo nutre» (Anne Bogart)

 

«Quello che ci tiene insieme come compagnia è proprio il training: come gruppo di esseri umani lì siamo uguali e insieme, tutti possono insegnare agli altri, c’è una forma di rispetto quasi animale.
Questo crea dei legami, una forma di comunicazione profonda.
Prima di tutto c’è il training. E poi il fatto di essere una compagnia. Dopodiché, da qui, a volte nascono anche gli spettacoli» (Will Bond)

 

«L’aspetto inusuale nel processo di lavoro della SITI Company è che tutti parlano con tutti.
Di solito accade che un drammaturgo viene contattato per creare un testo, lo scrive, lo consegna e poi non entra più nel processo di lavoro, al limite torna alla fine per vedere il debutto. Invece, in questo caso io continuo a lavorare, per esempio cambio il testo in base al lavoro dell’attore o alle idee di regia. Come drammaturgo partecipo a tutto il percorso di creazione. 
È una conversazione veramente collaborativa – e la forza che la guida è Anne Bogart» (Jocelyn Clarke)

 

«Uno spettacolo riguarda sempre una domanda che dev’essere così forte da farmi venire la pelle d’oca. Se non provo questa sensazione, so che non avrò l’energia per portare fino in fondo un progetto» (Anne Bogart)

«In questo momento, a causa delle elezioni negli Stati Uniti e di Donald Trump, mi sto interessando ai comici. Sono molto grata a coloro che nell’ultimo anno hanno cominciato a illuminare, così, gli stereotipi tremendi che stanno emergendo in questo contesto. È lì che voglio guardare in questo momento.
Non posso fare la comica – non lo sono –, ma mi chiedo cosa posso fare da qui al 3-4 ottobre per svegliare gli stereotipi, che è quello che dovrebbe fare il teatro» (Anne Bogart)

 

«La relazione fra attore e spettatore è centrale ed è diventata ancora più importante nei tempi che viviamo oggi. Questa relazione deve continuare a essere esplorata, perché tanta vita è vissuta ormai da dietro uno schermo» (Anne Bogart)

 

 

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