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Dal workshop di Eva-Maria Voigtländer

Ho da pochi giorni partecipato al workshop di Eva-Maria Voigtländer.
Avevo fatto domanda per questo seminario perché mi incuriosiva la figura del dramaturg ed essendo un’attrice-autrice, immaginavo di poter essere notevolmente nutrita dal lavoro che sembrava proporre.

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Il dramaturg fra Italia e Europa

Uno spettro si aggira per l’Italia: è il dramaturg.
Attivo in tutta Europa, da noi a stento si fa vedere.
In principio, si sa, furono Lessing e Goethe, e forse per questo, nel Belpaese dei capocomici, la tradizione di un mestiere complesso e vitale non si è radicata.
In Italia preferiamo scegliere: o il testo “classico”, sacro e inviolabile, oppure il “regista-autore”, che passa allegramente dalla cosiddetta “scrittura scenica” alla sistematica riscrittura alla creazione vera e propria. La mia è una generalizzazione grossolana, me ne rendo conto, ma (temo) non troppo distante dalla realtà.
Il regista, insomma, preferisce spesso fare tutto, e da solo.
Nella grande, eterna (e sterile) battaglia tra teatro mainstream e teatro di ricerca, in Italia i ruoli si sono troppo cristallizzati.

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